Kult Underground: Intervista con Andrea Salini

Ott 27, 2020 | Interviste, Recensioni | 0 commenti

ANDREA SALINI, chitarrista cantautore, annuncia l’uscita del suo nuovo disco, “ROSES”. A distanza di tre anni (2017) dal suo ultimo lavoro “LAMPO GAMMA”, il chitarrista della Provincia di Rieti torna con un’altra produzione di altissima qualità. 
“ROSES” nasce sotto l’ispirazione di pubblicazioni come “Il catalogo delle donne valorose” di Serena Dandini ed “Una donna può tutto” di Ritanna Armeni, sotto l’influenza di autori della “Beat Generation” come Jack Kerouac e Lawrence Ferlinghetti. 
Fa riferimento a Movimenti Pacifisti, Ecologisti e per la difesa dei Diritti delle Donne. Profondamente contaminato da principi come l’uguaglianza, la dignità, l’emancipazione e la resilienza. “ROSES” è un viaggio di nove tappe, dove perdersi e ritrovarsi nello stesso tempo. Un disco completo che racchiude in sé tutte le sfumature del ROCK, lasciando spazio a “contaminazioni” che rendono questa opera originale e fuori dagli schemi. “ROSES” è il frutto di una produzione di qualità alla quale hanno partecipato tra i migliori professionisti del settore, a livello nazionale e internazionale. 

Mixaggio : FABRIZIO SIMONCIONI 
Mastering: STUDIO ENERGY MASTERING MILANO 
Musicisti: ANDREA SALINI: Testi, Musica, Voce e Chitarra 
SIMONE GIANLORENZI: Arrangiamenti, Basso, Chitarra e Mandolino 
JOHN MACALUSO: Batteria 
SILVIA LEONETTI : Arrangiamenti, Piano 
PINO SARACINI : Basso 
CARLO DI FRANCESCO: Percussioni 

Citazione doverosa e carica di stima per MARIANGELA GRITTA GRAINER, già presidente dell’Associazione “ILARIA ALPI” ed Onorevole della Repubblica. Ha condiviso e partecipato a questo nuovo progetto musicale, narrando magistralmente la poesia introduttiva della canzone “VERUM ROSA”. 
Per l’occasione dell’uscita di “ROSES” anche il sito www.andreasalini.com ha cambiato veste ed è stato completamente rinnovato, grazie alla collaborazione con lo Studio Grafico 2MS Service di Rieti. 

Mazzarella Press Service

Tracce:
Into the storm / Irina / Rock’n’roll dreamer / Verum rosa / Roses / Starfighter / Take you back / Love song / The name of the rose

Precedente intervista:

Davide

Ciao Andrea e ben ritrovato su Kult Underground. Tre anni fa parlammo di “Lampo Gamma”. Cos’altro è successo in questo lasso di tempo e come sei arrivato a “Roses”, tuo ultimo lavoro; da quale percorso è scaturito?

Andrea

Ciao Davide, è un piacere parlare ancora con te! Il percorso tra “Lampo Gamma” e “Roses” è stato molto lungo, ma è passato anche velocemente, dipanato tra live importanti con la mia band (tra cui il palco dell’Ariston, alcuni festival nazionali ed una capatina all’estero) ed un grande lavoro di ricerca e studio per produrre nuove e stimolanti idee che popolano il tessuto sonoro di questa nuova release. 

Davide

Disse Rita Levi Montalcini che “le donne hanno sempre dovuto lottare doppiamente. Hanno sempre dovuto portare due pesi, quello privato e quello sociale. Le donne sono la colonna vertebrale delle società”. Hai dedicato questo lavoro alle donne, perché e in che modo, attraverso quali riflessioni e suggestioni?

Andrea

Diciamo intanto che sono pienamente d’accordo con la visione di Rita Levi Montalcini. Il perché risiede nel fatto che le donne rappresentano da sempre nella mia vita l’interlocutore più interessante, ne ho sempre avvertito la straordinaria forza e resilienza nel loro cammino di libertà ed emancipazione… in poche parole sto dalla loro parte! Questo, vista la mia professione, posso farlo tramite le canzoni, che restano un veicolo potentissimo in grado di unire mondi apparentemente lontani. 

Davide

Nell’immaginario collettivo, la rosa è stata associata a significati e simboli molto vari, a volte anche opposti, come nel caso dell’amore passionale ma anche della purezza virginale. Perché dunque “Rose”?

Andrea

Quello che dici è sicuramente condivisibile, io ho voluto cogliere e mettere in risalto l’aspetto relativo alla capacità di questo fiore/simbolo di resistere alle avversità della vita, mantenendo un profondo senso di Bellezza, nel senso più profondo del termine. 

Davide

“Verum Rosa” è un omaggio a Ilaria Alpi, la quale per altro ha ora una rosa dedicatale davvero, la rosa Ilaria Alpi, un ibrido di tea dal profumo intenso con fiori bianchi che virano al rosa cipria? Ci sono state altre donne in particolare a cui hai pensato mentre scrivevi le canzoni di “Roses”?

Andrea

“Verum Rosa”, narrata da Mariangela Gritta Grainer e composta con Silvia Leonetti, è un omaggio non solo ad Ilaria Alpi, ma a tutte le donne. Ci sono state molte Rose a cui ho pensato durante la stesura dell’album, alcune di loro descritte nel bellissimo libro di Serena Dandini “Il Catalogo delle Donne Valorose”, in cui ogni capitolo associa un personaggio femminile al nome della rosa che le è stata dedicata; pensiamo ad Irma Bandiera, Angela Davis, Sophie Sholl (del movimento anti-nazista conosciuto come “La Rosa Bianca”) e, non ultima mia moglie Arianna, alla quale ho dedicato “Love Song”.

Davide

C’è anche l’influenza della Beat Generation. Cosa ancora oggi è e rimane attuale o si rinnova del messaggio di quel movimento non solo letterario che, semplificando un po’, provò a conseguire uno  “stato di beatitudine” in cui non è importante arrivare, ma partire, viaggiare, amando tutta la vita?

Andrea

Della Beat Generation rimane sicuramente il concetto di viaggio, della via come maestra di vita e fonte di ispirazione. Tutto “Roses” è stato pensato come un grande viaggio; dallo spazio cosmico del precedente album “Lampo Gamma”, si scende sulla terra attraverso una grande tempesta (rappresentata da “Into The Storm” che apre il lotto del nuovo LP), per tornare, dopo un lungo percorso, nel giardino di casa, dove prendersi cura delle proprie Rose. 

Davide

“La maggior parte della grande musica rock è nata nell’era del vinile; quella che ascoltiamo oggi è così cattiva che non c’è paragone, è un trucco, una simulazione, il corpo non ascolta più. I giovani che ascoltano musica oggi non hanno mai sentito quello che abbiamo sentito noi, non è colpa loro, è la tecnologia ad essere così”. Così ha detto Neil Young. Tu cosa ne pensi di questa affermazione e cosa pensi della musica rock oggi rispetto a quella del passato? Cos’è per te ancora rock, o buon rock, cosa non lo è più rispetto al passato?

Andrea

Questa affermazione non mi convince troppo! Ogni persona è unica ed inimitabile e quindi non mi sento di giudicare un’intera generazione. Uniti insieme, spinti dalla voglia di cambiare il mondo e la società, possiamo ricreare il Popolo del Rock’n’Roll. Nostro è il compito di far conoscere ai giovanissimi il bello delle storie, dei racconti, dei libri… così sapranno decifrare la Bellezza e combattere con una chitarra tra le mani! La mia idea di Rock si basa su una ricetta semplice: un’ottima melodia, groove, volume ad undici ed un cuore sincero e ribelle. Per quanto mi riguarda, nella mia generazione, la vera luce del rock è quella dei Pearl Jam e della scena di Seattle.

Davide

10 ottobre, Milano, 500 bauli in piazza Duomo per denunciare la crisi dello spettacolo duramente colpito dalla crisi economica e dalle restrizioni sulla musica dal vivo innescate dalla pandemia da coronavirus, e in questi giorni i primi coprifuochi notturni e lo spettro di nuovi lockdown. Come stai affrontando, da artista, questo drammatico momento che perdura? Quali le tue riflessioni?

Andrea

Cerco di affrontare il tutto con grande dignità e nel rispetto delle norme vigenti. La crisi si è sicuramente fatta sentire, per me e per tutti i musicisti o più in generale per chi appartiene e vive con l’arte e la cultura. Le cause vanno ricercate però anche in anni di governi susseguitisi che non sono mai stati in grado di riconoscere e tutelare tutti i lavoratori dello spettacolo o di dare il giusto riconoscimento all’arte nella vita della società. 

Davide

In copertina una chitarra fracassata su di essa, o da esse, delle rose rosse. Il pensiero è andato subito alla Stratocaster Monterey che fu di Jimi Hendrix. Cosa volevi comunicare attraverso questa immagine?

Andrea

Ottima osservazione Davide, ma c’è di più… Jimi Hendrix resta per me un riferimento assoluto.   Per l’artwork Eleonora Selle, giovane grafica ed artista di Torino, con il suo estro, ha saputo interpretare il mio pensiero ispirato dalla band di Scat Cat degli Aristogatti e riportare la dicotomia tra arte e natura, in questo caso rappresentata dalle rose che fuoriescono dalla chitarra. 

Davide

Cosa seguirà?

Andrea

Un grande tour mondiale! (ride) 
Siamo riusciti per ora a portare “Roses” sul palco del MEI di Faenza, la promozione procede con grande interesse da parte di critica e pubblico; numerose sono le interviste e recensioni che potete trovare sul sito www.andreasalini.com. Sono stati rimandati, per ora, gli spettacoli previsti in attesa di tornare alla tanto agognata normalità… Stay Tuned e Rock On!

Davide

Grazie e à suivre…

Andrea

Grazie a te Davide e a tutto lo staff di Kult Underground per la bellissima intervista. 
A presto, un abbraccio

Fonte: kultunderground.org

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